Madonna delle Rose, 1526

Madonna delle rose

Madonna delle Rose, 1526 – Pinacoteca civica di Jesi

Un circuito di affetti avvolge l’opera e un moto vibrante, trasmesso per contatto, collega i personaggi. Il passaggio psicologico centrale è espresso dalla Vergine che con la mano destra contiene a stento la vivacità del Bambino e con la sinistra allontana da sé le Sacre scritture ove il destino di morte di Gesù è già definito. All’interno di uno schema compositivo tradizionale, la forza delle innovazioni iconografiche è straordinariamente significativa. Il nucleo concettuale del quadro sta nella contrapposizione dialettica tra due diversi modi di rapportarsi al dato religioso: a Giuseppe spetta l’abbraccio affettuoso del figlio a Gerolamo l’interpretazione del tempo che si è compiuto. Una dualità ribadita anche dal tema della lunetta in cui San Francesco e Santa Chiara appaiono in posizione speculare e di confronto dialettico tra loro. Il Santo è girato di spalle verso un paesaggio notturno rischiarato da una luce di metafisica consistenza dalla quale promana il miracolo delle stigmate. Chiara al contrario è rivolta verso il riguardante nell’atto di offrire l’ostensorio come strumento di meditazione e pietà.

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