Recanati

Museo Civico di Villa Colloredo Mels

Dal 1998 Villa Colloredo Mels ospita i musei civici di Recanati, articolati in varie sezioni con testimonianze che documentano la storia e l’arte di Recanati dalla preistoria ai giorni nostri.
La sezione archeologica permette di conoscere l’ organizzazione di una comunità neolitica che visse in quest’area e che scomparve durante l’età del ferro.

La pinacoteca, che conserva capolavori del Trecento e Quattrocento come le tavole di Pietro Domenico da Montepulciano e di Ludovico da Siena, è famosa soprattutto per il corpus di opere straordinarie del pittore veneto Lorenzo Lotto (1490-1556). Si spazia quindi da un suo capolavoro giovanile come il Polittico di San Domenico (1508) all’affascinante Trasfigurazione, influenzata dal Raffaello ma di totale impostazione anticlassica, per finire con l’indimenticabile Annunciazione, capolavoro assoluto del Maestro.

La sezione di Pittura Moderna raccoglie una collezione di opere di artisti locali quali l’incisore Giacomo Braccialarghe ed il restauratore e critico d’arte Biagio Biagetti.

Opere presenti

Annunciazione, 1527/1529

SCHEDA DELL’OPERAAnnunciazione, 1527/1529

San Vincenzo Ferrer in gloria, 1513

SCHEDA DELL’OPERASan Vincenzo Ferrer in gloria, 1513

S. Giacomo pellegrino, 1512 c.

SCHEDA DELL’OPERAS. Giacomo pellegrino, 1512 c.

Trasfigurazione, 1512

SCHEDA DELL’OPERATrasfigurazione, 1512

Polittico di S. Domenico, 1508

SCHEDA DELL’OPERAPolittico di S. Domenico, 1508

Città di recanati

Recanati sorge sulla cima di un colle tra le valli dei fiumi Potenza e Musone. Come altri centri marchigiani, anch’essa è la tipica “città balcone” per l’ampio panorama che vi si scorge.

Dell’origine del primo centro abitato di Recanati non si hanno molte notizie. Sicuramente il territorio fu abitato già in epoca preistorica e successivamente dalla popolazione dei Piceni.
In epoca romana gli abitati di Potentia ed Helvia Recina furono invasi dai Goti e la popolazione si rifugiò sulle colline circostanti.

Il comune di Recanati ebbe origine nel XII secolo dall’unione di tre borghi (Monte Morello, Monte S. Vito e Monte Volpino) situati lungo la cresta tortuosa del crinale.
La storia cittadina passa per alcune tappe fondamentali: nel 1229 Federico II di Svevia concesse alla città di edificare un porto (l’odierna Porto Recanati) tra i fiumi che la delimitano verso sud e verso nord; nel 1240, papa Gregorio IX conferì a Recanati il titolo di Città e la sede vescovile; nel 1294 arrivò nel territorio recanatese la Santa Casa di Nazaret e successivamente si decise l’erezione della grande basilica.
Grazie all’istituzione della fiera recanatese dovuta a papa Martino V nel 1421 Recanati prosperò fino agli inizi del Seicento. Ciò contribuì in modo sensibile allo sviluppo economico della città, e nel corso degli anni vi giunsero uomini di lettere, come l’umanista Antonio Bonfini, e celebri artisti, quali Lorenzo Lotto, Guercino, Andrea Sansovino, Aurelio, Ludovico e Girolamo Lombardi, Pier Paolo e Tarquinio Jacometti, Antonio Calcagni e Luigi Vanvitelli.

Nel 1798, la città subì l’occupazione francese da parte delle truppe napoleoniche.
Nel 1860, l’annessione dello Stato della Chiesa al Regno d’Italia, in seguito alla battaglia di Castelfidardo, integrò la storia di Recanati alla storia dell’Italia di oggi.

 

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